di Giuseppe Rescigno
I primi sovrani borbonici, attraverso la politica dei
Siti Reali, perseguirono diversi obiettivi. Un primo
è quello di ampliare il raggio di penetrazione del
le direttrici di sviluppo della capitale in modo da
collegarla al circostante ambiente naturale, con le
vaste riserve boschive, ma anche con le ville reali e i
casini gentilizi, che oltre ad essere luoghi di delizia,
assunsero le funzioni di moderne aziende agricole
in grado di riorganizzare la produzione e di trasformare il paesaggio agrario.
Un secondo è quello che
vede i siti reali come luoghi dove si va a riarticolare
la sede del potere monarchico.
Le Reali Delizie si propone come una guida sui generis che, oltre ai Siti consumati, ne segnala di nuovi ricostruiti attraverso apparati documentari poco o affatto noti nascosti negli scaffali polverosi di archivi e biblioteche.
Inoltre, si individuano alcuni
rituali monarchici unificanti intorno ai quali sono
coinvolti tutti i siti reali: quello della caccia, quello
del Gran Tour di Napoli e delle isole; quello del Gran
Tour dei percorsi dei siti reali e dei paesaggi pitto
reschi; quello del culto dell’antichità e della visita a
Pompei, Ercolano, Paestum e dei musei e collezioni private dei Borbone.
Rituali privati del re e della
corte, non aperti ad esterni, per i quali per parteci
pare bisognava essere invitati.
Su questi percorsi dei rituali monarchici si forni
sce un’appendice con testo in inglese e si passa da
un percorso narrativo a delle vere e proprie story
telling.
